La storia

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Il territorio compreso nei confini di Rutigliano è costituito geologicamente da calcari del Cretaceo, cui si sovrappongono depositi quaternari, formati soprattutto da calcareniti ed argille. La fertilità del suolo insieme alla presenza delle lame (letti alluvionali) e il collegamento fra queste e la costa spiegano la persistenza e la densità di insediamenti umani dalla preistoria ad oggi. Allo sfruttamento agricolo, base costante dell’economia di quest’area, si affiancarono l’artigianato ed il commercio, favoriti dalle risorse naturali e dalla posizione geografica. La storia di Rutigliano dimostra che il paese è stato, sempre, un insediamento urbano vitale e fiorente, a partire dai tempi più antichi, testimoniati da numerosi pregevoli reperti archeologici e dalla presenza di grotte, ipogei, “specchie”, passando a masserie, ville di campagna, chiese rurali, il seicentesco convento di Santa Maria Del Palazzo fino ai tempi più recenti legati alla produzione di uva da tavola e caratterizzati dall’impianto di numerose aziende artigianali e industriali.

Il 24 agosto 1059 il papa Niccolò II emanò una bolla che riconosceva a Rutigliano il particolare status di nullius diocesis, cioè territorio privo di vescovo e soggetto direttamente a Roma. Era infatti l’arciprete della chiesa di Santa Maria della Colonna, nominato direttamente dal Papa, ad esercitare funzioni quasi-vescovili. Tale privilegio fu abrogato solo nel 1662. Successivamente Rutigliano fu sottoposta all’autorità del vescovo di Conversano.

Primo conte di Rutigliano fu il Normanno Ugo Bassavilla (intorno al 1108) che probabilmente fece costruire la torre normanna e ampliò la chiesa di Santa Maria della Colonna, dove è conservata una lapide con lo stemma del casato e l’iscrizione UGO FIL.US ASGOT DINASTA FUNDATUR (Ugo figlio di Asgot fondatore della dinastia)

In riguardo al toponimo sono state avanzate due ipotesi:

  • dal nomendella gens Rutilia , una famiglia di Roma antica.
  • dall’aggettivo latino rutilus che significa “fulvo, rossiccio”.

Nel secondo caso, “rutilus” , con l’aggiunta del suffisso ” -anus “, donde “Rutilianum” (come dai documenti antichi) riporterebbe al plausibile significato di Città della terra rossa come spesso è definita la cittadina per via della singolare composizione pedologica.

Il contado è ricco di terre rosse, suoli residuali, con presenza accentuata di frazione calcarea ed argillosa

I cospicui affioramenti e l’estrazione della stessa hanno consentito, fin dalle epoche più antiche, lo sviluppo dell’artigianato e di una raffinata arte fittile, come dimostrano i reperti archeologici e l’ancora praticata attività figulina (sofisticata lavorazione di contenitori in terra cotta e fischietti).

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Citta d’arte

Con Determina Dirigenziale n. 475 del 7 Ottobre 2010, la Regione Puglia ha inserito Rutigliano nel registro regionale delle “Città d’Arte”.
Il provvedimento adottato comporta una maggiore promozione turistica per i beni culturali della città. Rutigliano è il settimo centro della Provincia di Bari ad ottenere questo riconoscimento.

MONUMENTI E LUOGHI D’INTERESSE

Torre normanna

Il castello normanno fu fatto demolire nel 1618 dal priore del Capitolo della Basilica di San Nicola di Bari, in quel tempo utile feudatario di metà territorio rutiglianese. Sopravvivono soltanto due delle originarie quattro maestose torri normanne quadrandolari,di cui una quasi intatta.Rimane ancora integro il portale di accesso alla corte che invece risulta molto manomessa.La Torre Normanna è formata da più piani sovrapposti fino al terrazzo sovrastante ed è di proprietà privata della famiglia Antonelli,per eredità ricevuta dalle estinte famiglie Torres e Ribera.

Architetture civili:


Palazzi

  • Palazzo Arcipretale edificato nel sec. XVIII
  • Palazzo Settanni edificato nel sec. XIX
  • Palazzo Messeni-Localzo edificato nel sec .XIX
  • Palazzo de Cannetis-Pappalepore-Moccia edificato nei sec. XVII-XVIII
  • Palazzo Moccia dell’Erba edificato nel sec. XVII
  • Palazzo Catapano de Franceschis- Moccia edificato nei sec. XV-XVIII
  • Palazzo Colamussi I edificato nel sec. XVIII
  • Palazzo Colamussi II edificato nel sec. XVIII
  • Palazzo Trojano I edificato nel sec. XVIII
  • Palazzo Chiaia edificato nel sec.XIX
  • Palazzo Suglia edificato nel sec.XIX
  • Palazzo Trojano II edificato nel sec. XIX
  • Palazzo Losito-Trojano edificato nel sec. XIX
  • Palazzo Antonelli edificato nel XVI-XVIII
  • Palazzo Poli edificato nel sec. XIX
  • Palazzo Suglia Passeri nel sec.XIX
  • Palazzo de Bellis edificato nel sec. XIX
  • Palazzo D’Onofrio Scarpa edificato nel sec. XVIII
  • Palazzo Antonelli Campanella nel sec. XIX
  • Palazzo Pappalepore edificato nel sec. XIX
  • Palazzo Dalena edificato nel sec. XVIII
  • Palazzo Dellairo edificato nel sec.XVIII
  • Palazzo Nakerlilla edificato nei sec. XVII-XVIII
  • Palazzo de Gonnella edificato nel sec. XVI
  • Palazzo Da Ponte edificato nel sec. XVII

Masserie

  • Masseria de Bellis San Domenico “Don Ciccio” edificata nei sec. XVII e rinnovata nel sec. XIX dal Cav.Pietro de Bellis patriota e rettore in Contrada Bigetti
  • Masseria de Bellis Villanova “Don Pasquale” edificata dal medico Cav. Lorenzo de Bellis nel sec. XIX in Contrada Bigetti
  • Masseria de Bellis-Stangarone edificata da Francesco de Bellis nei sec. XVIII-XIX in Contrada Bigetti
  • Masseria de Bellis-Di Pierro edificata da Agostino de Bellis nel sec. XIX in Contrada Agostinello
  • Masseria de Bellis-Favale edificata da Lorenzo de Bellis nel sec. XIX in Contrada de Bellis
  • Masseria de Bellis-Di Donna edificata da Domenico de Bellis nel sec. XIX in Contrada Bigetti
  • Masseria Purgatorio-Di Donna e cappella rurale Purgatorio edificata nel sec. XVII in Contrada Bigetti
  • Masseria Trojano edificata nel sec. XIX in Contrada Pannicelli
  • Masseria Losito-Dioguardi edificata nel sec. XVIII in Contrada Cavallerizza
  • Masseria San Martino-Giotta edificata nel sec. XVII in Contrada San Martino
  • Masseria Pannicelli edificata nel sec. XV in Contrada Pannicelli
  • Masseria Ciacci edificata nel sec. XVII in Contrada Ciacci
  • Masseria Vavalle-Gabrielli edificata nei sec. XIX-XX in Contrada Casiglio
  • Masseria Moccia-dell’Erba edificata nel sec. XIX in Contrada Petruso
  • Masseria Monterrone edificata nel sec. XVIII fino ai primi anni del novecento aveva consistenza di circa 800 ettari ed era dall’origine di proprietà della nob. famiglia Positano di Noja
  • Masseria Guarnieri-Troccoli edificata nel sec. XIX in Contrada Madonna della Stella
  • Masseria Poli edificata nei sec. XVII-XIX in Contrada Bigetti
  • Masseria Passeri edificata nel sec. XIX in Contrada Madonna della Stella
  • Masseria della Madonna edificata nel sec. XVI in Contrada Masseria della Madonna
  • Masseria Suglia Passeri edificata nel sec. XIX in Contrada Bigetti
  • Masseria delle Monache-Gassi edificata nel sec. XIX in Contrada delle Monache
  • Masseria Lama San Giorgio edificata nel sec. XIX in Contrada Cicco Severini
  • Casina Chiaia I edificata nel sec. XIX in via Turi
  • Casina Settanni edificata nel sec. XIX in via Turi
  • Casina Antonelli-Campanella edificata nel sec. XIX in via Turi
  • Casina Colamussi I edificata nel sec. XIX in via Turi
  • Casina Colamussi II edificata nel sec. XIX in via Turi
  • Casina Chiaia II edificata nel sec. XVIII in via Turi
  • Casina Santoro-Passarelli edificata nel sec. XIX in via Adelfia

Architettura religiosa:

Chiesa collegiata di Santa Maria della Colonna

Istituita nel 1059 con una bolla di papa Niccolò II come nullius diocesis e consacrata nel 1108 dal vescovo di Conversano, monsignor Sasso, sino al 1662 fu dipendentente direttamente dalla Santa Sede, che ne nominava gli arcipreti. Più volte ristrutturata, conserva all’esterno il primigenio campanile romanico, munito di trifore e un portale la cui architrave riporta un bassorilievo dell’XI secolo raffigurante il Cristo tra gli apostoli. Nell’interno a tre navate, che si caratterizza per la successiva cupola barocca, si conservano il leggio marmoreo recante l’iscrizione UGO FIL.US ASGOT DINASTA FUNDATUR e il simbolo della famiglia Bassavilla (diventato poi stemma cittadino), l’icona trecentesca della Madonna delle Grazie, alcuni affreschi perimetrali e un polittico di Antonio Vivarini del tardo XV secolo. al Settecento risalgono il coro ligneo, l’organo a 24 canne e alcune tele di Domenico Carella e Samuele Tatulli. L’attiguo archivio capitolare custodisce atti e documenti della chiesa a partire dal Seicento.

Altre chiese urbane

  • Santuario del Santissimo Crocifisso, nel quale è custodita la scultura lignea realizzata dal gallipolino Vespasiano Genuino attorno al 1630 e raffigurante Cristo in croce. Al Crocifisso è dedicata la festa patronale.
  • Chiesa e convento dei domenicani, con altari barocchi e tele del Settecento.

Cappelle rurali

  • Cappella dell’Annunziata, edificata nel XVI secolo in contrada Annunziata
  • Cappella della Madonna della Stella, edificata nel XVIII secolo in contrada Madonna della Stella
  • Cappella di Materdomini, edificata nelXVIII secolo in contrada Materdomini
  • Cappella di San Lorenzo, edificata nelXVIII-XIX secoloin contrada San Lorenzo
  • Convento della Madonna del Palazzo, edificato nel XVII secolo in contrada Bigetti

Simboli

81px-Rutigliano-StemmaLo stemma comunale riprende lo stemma araldico di Ugo Bassavilla  primo feudatario normanno di Rutigliano: di rosso ai due grifoni con le ali spiegate d’oro confrontati e controrampanti una colonna dello stesso, sormontata da globo imperiale cimato di una croce, il tutto poggiato su di una terrazza d’oro.

(fonte wikipedia.it).